A.C.M.L - Associazione Culturale Mechitarista in Libano

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Lunedì18 Dicembre 2017

La storia

Associazione Culturale Mechitarista in Libano (A.C.M.L.)

L'A.C.M.L. è un'associazione culturale non lucrativa, fondata il 6 febbraio 1994 dal Rev. Padre Prof. Robert (Grigoris) Serenian, e definitivamente approvata dal governo libanese il 12 agosto 2000.

Come istituzione, L'A.C.M.L. usufruisce dell'appoggio totale della Congregazione Armena Mechitarista, ed in particolare dell'accademia secolare dello stesso ordine (fondata da Mechitar e riconosciuta come tale da Napoleone I nel 1810).

Lo scopo principale dell'A.C.M.L. è di raccogliere, alla soglia del 21o secolo, tutti coloro che credono e condividono l'ideale dell'Abate Mechitar di Sebaste (1676-1749) che siano Armeni o meno, sacerdoti o laici.

In effetti, è la CULTURA, compresa in senso largo della parola come la intendeva Mechitar, cioè come il fattore principale e decisivo per l'aumento integrale di un popolo, pur includendo la religione e la scienza, le tecnologie e le belle arti, senza dimenticare il rispetto e l'apertura verso le altre culture e valori umani; tutto ciò forma dunque il perno fondamentale dell'A.C.M.L.

Inoltre, da parte dell'A.C.M.L. la congregazione Mechitarista viene ad esprimere la sua professione di fede verso il Libano e la vocazione propria della missione mechitarista, che aspira a diventare un elemento d'unione o di ponte tra l'oriente e l'occidente, tra i valori nazionali e le internazionali.

In breve, il punto che caratterizza l'A.C.M.L., più dello spirito "creativo" è l'ingegneria di "sintesi" che, peraltro, è il denominatore comune tra gli Armeni, i Libanesi, e i Mechitaristi.

Nonostante i loro mezzi materiali limitati, Armeni, Libanesi e Mechitaristi, ricchi del loro patrimonio di civilizzazione, possono ripetere, senza falsa modestia, alla faccia del mondo intero con il padre della storiografia armena, Mosè Corenense (V secolo d.C.): ".... Perché sebbene noi siamo nazione piccola e non numerosa, e poca di forze, e spesso soggetta ad altro regno; Trovansi nondimeno nella nostra terra operate molte valorose azioni e degne che siano rammentate nè libri, le quali nessuno di loro curò registrare ...." (Storia di Mosè Corenense, traduzione di Nicolò Tommaseo, Venezia, San Lazzaro 1850).

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